FINTECH story

La maggior parte delle persone sentono Fintech e pensano all’ultima app mobile per pagare il loro caffè del mattino senza strisciare una carta o di toccare danaro contante.
La parola “Fintech” si è affermata da poco, in verità nel settore finanziario la tecnologia ha da sempre giocato un ruolo chiave, in modi che la maggior parte delle persone danno per scontato perché non visibile.  Un percorso di sviluppi tecnologici applicati alla finanza negli ultimi 65 anni, che oggi si configura come un settore nuovo chiamato “Fintech” che sta rivoluzionando il settore bancario, in particolare quello dei pagamenti.

1950: entrano sul mercato le carte di credito per alleviare l’onere di portare con se denaro contante.
1960: compaiono i primi sportelli automatici per sostituire persone allo sportello e agenzie.
1970: apre i battenti lo stock trading elettronico ha iniziato le sue contrattazioni.
1980: ascesa dei mainframe bancari e i più sofisticati sistemi di registrazione dati.
1990: fiorisce Internet che porta i siti web di intermediazione on-line volti al retail (e-commerce).

Cinque decenni di sviluppi hanno creato una infrastruttura tecnologica finanziaria che la maggior parte delle persone non immagina, ma che usano quasi tutti i giorni. E ‘anche importante notare che in questi 50 anni, gli sviluppi Fintech sono stati anche la creazione di più sofisticati strumenti di gestione del rischio, di trading, di gestione della tesoreria e di analisi dei dati a livello istituzionale per banche e società finanziarie. Anche se questi sistemi non sono evidenti per gli utenti bancari, essi costituiscono un settore multimiliardario che risponde a tutte le esigenze del settore finanziario.

Ciò che colpisce di questi 65 anni di sviluppo tecnologico, è che il settore bancario non è mai stato minacciato. Al contrario, le banche hanno affermato e consolidato il loro dominio anche dove la loro offerta in termini di qualità e prestazione dei servizi non è stata al passo con le aspettative del mercato.

Servizi Fintech oggi

Ma entrando nella prima parte del 21° secolo, i servizi finanziari al dettaglio hanno subito un’altra forte accelerazione tecnologica, si sono ulteriormente digitalizzati tramite portafogli mobili, applicazioni di pagamento, robo-advisors, piattaforme di crowdfunding per l’accesso alle opportunità di investimento privato e piattaforme alternative di prestiti on-line P2P. Questi servizi Fintech non sono semplici miglioramenti dei servizi bancari, sono piuttosto sostitutivi o complementari. Il Fintech del 21° secolo è un fenomeno che compete con il settore bancario avendo caratteristiche più moderne, capaci di conquistare rapidamente le grandi masse di utenti on line. E tutti sappiamo che il nuovo teatro competitivo per tutti i servizi digitalizzabili è l’on line. E tutti sappiamo che l’esperienza utente on line poco ha a che vedere con quanto sono in grado di offrire oggi le banche data la loro antiquata infrastruttura (il peso dei sistemi legacy si fa sentire su scalabilità e performance in real time).

Negli ultimi due anni, molti commentatori e osservatori del settore hanno messo in dubbio la tenuta del settore bancario. Sicuramente la repentina evoluzione del Fintech può cambiare il panorama bancario riguardo ad alcuni servizi specifici. Sulla possibile scomparsa delle banche possiamo solo dire che nessuno è al riparo dalle leggi delle competizione, soprattutto in tempi in cui le tecnologie sono potenti, esponenziali, incisive, come non lo sono mai state prima, specie in questi settori.

Il futuro delle banche

Mettere in discussione o predire la scomparsa delle banche si riduce a comprendere il ruolo che le banche saranno in grado di svolgere o meno nei mercati moderni e in certe regioni del mondo dove fino ad ora le banche si sono tenute alla larga (c.d. mercato degli utenti unbanked a livello mondiale). A livello di vendita al dettaglio e al consumo di base, le banche raccolgono depositi e fanno prestiti, ma anche facilitano i pagamenti e cambiano le valute. Nella maggior parte dei paesi sviluppati, la maggior parte delle famiglie hanno almeno un conto in banca che usano come loro hub centrale per ricevere stipendi, i pagamenti e il risparmio di denaro.

Ma questo non è uno scenario generalizzato, in alcune parti dell’Asia e dell’Africa, molte persone tengono i loro risparmi di una vita in contanti, senza conti bancari. Per catturare questa distinzione, più in generale, nei paesi in via di sviluppo, la penetrazione bancaria è circa il 41%, rispetto al 89% nei paesi sviluppati. Spazio di mercato di non poco conto a disposizione delle Start-up Fintech che offrono portafogli mobili sicuri e applicazioni di pagamento che permettono a queste popolazioni unbanked di gestire i loro soldi e fare acquisti senza doversi preoccupare di conservare o trasportare grandi quantità di denaro contante. Questo tipo di opportunità consente alle startup Fintech di giocare il ruolo delle banche, aiutando le persone a prendere denaro a prestito, spendere e pagare utilizzando applicazioni mobili e siti web, bypassando le banche del tutto. In questi mercati, un panorama bancario critico è una possibilità molto reale.

Ma le startup Fintech sono forti anche in cosntesti avanzati, come Stati Uniti ed Europa, stanno aumentando la loro quota di mercato in competizione con i servizi bancari al dettaglio. Negli Stati Uniti, le applicazioni Fintech quali Venmo e di Apple AAPL -0.22% Pay forniscono metodi di pagamento conveniente e sicuro. Sono più veloci e più convenienti nei confronti con i conti bancari. E se consideriamo l’arrivo dei Millenials, abituati a pagarsi l’altro o fare acquisti con tali applicazioni? Ci sono Piattaforme di prestito, che offrono prestiti personali a tasso di interesse più basso. Ci sono Robo-advisors che per certi servizi rappresentano un’alternativa più efficiente dei promotori finanziari tradizionali. Ci sono Fintech in grado di fornire un piano di investimento automatico guidato per fini previdenziali e gestione patrimoniale.

Conclusioni

Nei prossimi 3 anni ci sarà un riassetto del mercato finanziario. E’ difficile immaginare un futuro in cui le banche scompaiano completamente nei mercati sviluppati, tuttavia non ci sono dubbi che le banche perderanno alcuni spazi di mercato a favore delle Fintech, ma non si sono ugualmente dubbi che le Fintech non potranno fare a meno di un consolidamento dei loro servizi attraverso un conto bancario. L’opportunità in gioco è indubbiamente grande, consistenti quote di mercato, senz’altro quelle corrispondenti ai consumatori digitali, saranno catturate dalle startup Fintech attraverso la maggior efficienza, velocità e personalizzazione dell’offerta. La porta è aperta!